|
Allergia
alimentare e Intolleranza alimentare (più frequente dellallergia)
rappresentano un difficile problema diagnostico: benché esse esistano e possano essere
dimostrate, non vi è ancora molto accordo tra gli studiosi, infatti mentre da una parte
alcuni ne negano lesistenza, altri invece ne sovrastimano l'incidenza, almeno in
termini di frequenza; ed in effetti, talvolta può essere molto difficoltoso districarsi e
distinguerle. Reazioni tali da mettere a repentaglio la vita del
paziente sembrano comunque essere piuttosto rare.
Si sa che probabilmente la manifestazione di intolleranza-allergia sta seguendo un trend
in aumento, mentre la figura delle reazioni ai vari alimenti si sta modificando di
pari passo con i cambiamenti che vengono apportati nellalimentazione, e
probabilmente l'ultima frontiera dell'alimentazione, quella degli alimenti geneticamente
modificati (OGM), produrrà certamente quadri sintomatologigi nuovi e sicuramente
più subdoli e quindi più difficili da individuare.
|
|
|
Mentre lallergia alimentare può essere
diagnosticata con relativa facilità, quando la reazione non è dovuta ad un
meccanismo immunologico ma da intolleranza, la diagnosi si presenta più complessa,
nonostante sia più frequente dellallergia (solo il 5 % delle reazioni
avverse agli alimenti possono essere definite di natura allergica).
Lesperienza clinica ha rilevato che lindividuo adulto
percepisce le reazioni avverse agli alimenti come il principale problema della propria
salute, tanto che circa un terzo della popolazione americana tende a modifica la propria
alimentazione nella convinzione di avere una allergia alimentare, atteggiamento condiviso,
secondo dati di letteratura, anche in Inghilterra (20% della popolazione) e in
Olanda (10% della popolazione). In Italia il fenomeno è in continuo aumento e sempre una
maggiore fetta della popolazione viene interessata da problematiche relative alla
intolleranza agli alimenti.
Le allergie alimentari dipendono anche dalle abitudini alimentari
nei vari paesi:
| Paesi scandinavi |
lallergia al pesce |
| Stati Uniti |
allergia alle arachidi |
| paesi mediterranei |
crostacei e molluschi |
| Portogallo |
lumache |
| Svizzera tedesca |
sedano |
| Italia |
mela, pesca, kiwi, noci, arachidi; verdure: pomodoro e sedano. |
Sebbene gli allergeni siano di natura proteica,
non tutte le proteine sono allergeniche, per es, la carne di manzo che contiene moltissime
proteine è poco implicata nelle patologie di natura allergica. Ogni alimento quindi è
potenzialmente in grado di indurre reazioni allergiche.
Tra gli allergeni si possono distinguere quelli stabili (più
attivi) i quali meglio resistono alla cottura, come per es. la Beta-lattoglobulina del
latte, lovoalbumina del bianco duovo, gli allergeni del merluzzo e delle
arachidi e gli allergeni labili al calore. Esempi di questi ultimi sono gli allergeni
vegetali.
Gli
allergeni alimentari vengono distinti in: |
allergeni
alimentari completi |
agenti in grado di indurre una
sensibilizzazione IgE-medita, di legarsi alle IgE specifiche e di dar luogo a vere e
proprie reazioni IgE-mediate
(parvalbumina del pesce e lovoalbumina |
"non
sensitizing elicitors" |
sono agenti in grado di legarsi mediante
un fenomeno di cross-reattività a IgE specifiche preformate e di reagire con esse, dando
luogo a manifestazioni cliniche (allergeni vegetali che
cross-reagiscono con le IgE dei pollini.) |
"non
elicitors" |
agenti in grado di legarsi per
cross-reattività a IgE specifiche preformate, senza dar luogo a manifestazioni cliniche
IgE-mediate. |
|
|
|
Ipotesi
sulla patogenesi della reazione
allergica e dell'intolleranza agli alimenti
Lintestino è costantemente esposto a elevate quantità
di antigeni solubili e corpuscolati di provenienza alimentare.
Benchè
lestensione, la varietà e la quantità di alimenti, virus, batteri e altri
materiali estranei che entrano in contatto con il tratto intestinale e il tessuto linfoide
associato (GALT-MALT)
sia elevatissimo, è sorprendente che solo una modesta, ma apprezzabile, percentuale della
popolazione soffra di allergie e/o di intolleranze alimentari.
La principale funzione del tratto
gastrointestinale, come è noto, è quella di ridurre i cibi ingeriti a semplici elementi
che possano essere facilmente assorbiti ed utilizzati per la produzione di energia
per le necessità del nostro organismo.
Si può calcolare che durante la
vita media di un individuo il tratto intestinale sia chiamato ad elaborare svariate
tonnellate di alimenti e che nellarco di un anno venga a contatto con una
massa pari a circa tre chili di additivi contenuti negli stessi alimenti. Durante il
processo digestivo sono attivi ed in azione sia meccanismi immunologici GALT-MALT-dipendenti , sia meccanismi
fisiologici capaci di bloccare lingresso di antigeni estranei attraverso la barriera
costituita dalla mucosa gastrointestinale.
parete intestinale
 |
Le macromolecole con
potere antigenico passano attraverso lepitelio intestinale per pinocitosi, per
trasporto diretto tra e attraverso le cellule e per assorbimento attivo da parte delle
cellule M, per giungere alle placche del Peyer i cui linfociti vengono
stimolati con successivo homing sia diretto epiteliale sia attraverso i linfatici e la
circolazione sistemica nella lamina propria. I Linfociti secernono immunoglobuline A per
neutralizzare lassorbimento antigenico. Nonostante
la barriera gastrointestinale, proteine o frammenti di esse possono raggiungere la
circolazione sistemica. Esse vengono comunque inattivate dal S.R.E. e
dalle cellule epatiche del Kupfer. Alterazioni della barriera intestinale
permettono a molecole di provenienza alimentare di raggiungere la circolazione, e di avere
sufficiente potere antigenico da stimolare quelle reazioni clinicamente evidenti,
sopratutto in sedi distanti dal punto di assorbimento.
Per evitare il verificarsi di un
assorbimento massivo, cui potrebbe seguire unimmunizzazione indiscriminata,
lapparato gastroenterico ha sviluppato particolari meccanismi di difesa, alcuni dei
quali creano una vera e propria barriera al passaggio delle macromolecole, mentre altri
regolano la risposta immunitaria in caso di superamento di questa barriera. Uno dei
compiti più importanti del sistema delle mucose (che è altamente efficiente)
consiste nel proteggere le superfici mucose stesse e nel prevenire quelle reazioni avverse
immunomediate che possono colpire non solo lintestino ma anche lintero
organismo. |
|
|
Il test orale, con linduzione della tolleranza orale in seguito
allingestione di cibo, attiva un sistema di down regulation antigene-specifico delle
risposte immuni potenzialmente dannose, che forma una parte integrante della capacità
immunoregolatoria del GALT-MALT. Si ipotizza quindi che
le reazioni allergiche agli alimenti siano dovute alla carenza della tolleranza orale o
dalla mancata induzione della stessa per cui un particolare background genetico a rischio
(quale una storia biparentale di atopia), reazioni infiammatorie ricorrenti a livello
intestinale che possono interferire con la normale via di presentazione dellantigene
con o senza aumentato assorbimento di molecole proteiche, mancanza dei normali meccanismi
di immunoesclusione, generale immaturità del sistema immunitario nei primi mesi di vita
(int. al latte, bambini non allattati al seno), ecc. sono tutti fattori che possono
influenzare il meccanismo della tolleranza. I linfociti CD4+ possono essere funzionalmente
divisi in base al loro pattern di produzione di citochine in seguito ad attivazione.
I complessi meccanismi immunologici che seguono ad una allergia alimentare sono stati meglio chiariti in pazienti con la
dermatite atopica in cui sono ipotizzabili meccanismi analoghi a quelli presenti nelle
reazioni allergiche a livello dellapparato respiratorio. In pazienti allergici alle
arachidi è stato possibile dimostrare la presenza di linfociti circolanti Th2 specifici
per lallergene alimentare. Il fenotipo CD4 e il profilo delle citochine di tipo Th2
dei cloni T linfocitari sensibili allarachide fanno quindi ritenere che nella
fisiopatologia dellallergia alimentare i linfociti Th2 svolgano il medesimo ruolo
che essi svolgono nellallergia respiratoria. Resta tuttora molto da chiarire, come
in molti campi della patologia allergica, intorno alle influenze esercitate in loco dal
microambiente e dalle sue modificazioni indotte da molteplici influenze neuro-endocrine.
Nel campo dellallergia
alimentare unalterazione dei meccanismi della tolleranza orale potrebbe giustificare
una maggior frequenza di allergia alimentare nel bambino soprattutto nei primissimi anni
di vita quando sicuramente i fattori della barriera intestinale non sono ancora
completamente maturi.
Il completamento delle strutture deputate alla regolazione dellimmunità e la
completata funzione della barriera intestinale spiegherebbero la frequente risoluzione
spontanea dell'allergia alimentare insorta nei primi anni di vita.
Anche il GALT-MALT alla nascita non è ancora completamente sviluppato
e un deficit di cellule contenenti immunoglobuline può essere presente fino alletà
di 12 anni.
Le IgA sono le immunoglobuline a sviluppo più tardivo e la loro concentrazione nella
mucosa non raggiunge i livelli dell'adulto per molti mesi (per questo è importante
l'allattamento al seno, attraverso cui vengono passate dalla madre al figlio le IgA).
Lallergia alimentare può però presentarsi in altre età della vita e verso un
numero di allergeni piuttosto vasto, per cui è difficile ritenere responsabili della
patologia alterazioni della barriera o alterazioni delle cellule immunocompetenti, e
quindi sono stati ipotizzati altri tipi di meccanismi allergoidi.
Potrebbe ad esempio essere importante lesposizione ad allergeni alimentari dotati di
caratteristiche allergeniche particolari, oppure si avrebbe una sensibilizzazione
primitiva ad allergeni inalatori. Questo rappresenterebbe il primo evento che condurrebbe
alla produzione di IgE specifiche capaci di cross-reagire con
omologhi allergeni alimentari a causa della presenza di epitopi
comuni.
Un esempio di possibile sensibilizzazione attraverso questa via è rappresentato dalla
pollinosi alla betulla o dallipersensibilità a derivati di uccelli che condizionano
unallergia alluovo. Da questo deriva limportanza di una approfondita
conoscenza degli allergeni alimentari e di quelli presenti anche in altre fonti.
Reattività crociate (cross-reazioni) tra allergeni
inalanti ed alimentari |
| Betulla |
Mela, pera, pesca,
albicocca,prugna, ciliegia, banana, noce, nocciola, sedano, finocchio, carota. |
| Nocciolo |
Mela, pesca,
ciliegia, carota, limone |
| Parietaria |
Gelso, basilico,
ciliegia, melone |
| Graminacee |
Pomodoro, melone,
anguria, arancia, kiwi, frumento |
| Composite |
Sedano, mela,
melone, anguria |
| Ambrosie |
Melone, banana |
| Acari |
Gamberetti, lumache |
|
|
|
In alcuni casi di
allergia alimentare non è sufficiente lingestione dellalimento responsabile
perché si produca una sintomatologia clinica, ma occorre anche la concorrenza di altri
fattori accessori. E il caso, ad esempio, della cosiddetta anafilassi da esercizio
fisico postprandiale (FDEIA=Food-Dependent Exesercise-Induced Anaphilaxis),
dovuta allassunzione di determinati cibi (vegetali, crostacei, etc.) ma soltanto in
seguito ad esercizio fisico (corsa o altre attività di tipo sportivo) compiuto entro
poche ore dal pasto. |
|