Un'approfondita anamnesi ed un corretto esame clinico rivestono
una notevole importanza per una esatta diagnosi dell'ernia discale e per avviare un iter
diagnostico neuroradiologico mirato, al fine di istaurare una corretta ed efficace
terapia.
Le indagini neuroradiologiche più comunemente utilizzate per confermare od escludere la
presenza di un'ernia discale, e per definirne la sede, i caratteri e la presenza o meno di
una mielopatia associata, sono:
La
diagnosi differenziale del mal di schiena (low back pain) |
| Cause Meccaniche
|
Neoplasie
|
Malattie Estrinseche
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| Cause Infettive
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spondiloartropatie |
osteoporosi |
cause psicogene |
Il primo passo consiste nel differenziare un semplice mal di schiena lombare dalla
radicolite o sciatica e da eventuali patologie spinali più gravi.
La cosiddetta sciatica si manifesta con sintomi agli arti inferiori correlati alla
colonna, che suggeriscono la compromissione di una radice nervosa lombosacrale. Sebbene
solo l'un per cento dei pazienti con dolore alla schiena vada incontro a sciatica, la
prevalenza del disturbo nel corso della vita è stimata intorno al 40 per cento. La
sciatica è più comune nella quarta e quinta decade di vita.
Le linee guida anglosassoni distinguono nettamente il mal di schiena lombare dalla
radicolite. Nella realtà italiana non si tiene più conto di questa differenza
concettuale: la patogenesi è comune e può dipendere, nella maggior parte dei casi, da
un'ernia discale, magari molto lieve e quindi non meritevole di approccio chirurgico, ma
abbastanza accentuata da creare difficoltà, oppure da un'artrosi intervertebrale o da
malformazioni congenite del canale vertebrale.
La radicolite viene quindi considerata alla stregua di una variante del mal di schiena
lombare in cui il dolore assume la distribuzione propria di una radice spinale compressa e
irritata.
L'elemento distintivo è rappresentato dai segni neurologici (perdita di forza,
grave deficit sensitivo, difficoltà di controllo sfinterico) che possono accompagnare la
radicolite e vanno considerati come indizi di maggior gravità o di pertinenza chirurgica.
Un'anamnesi focalizzata sul disturbo e un corretto esame obiettivo sono di solito
sufficienti per valutare un paziente con limitazione funzionale acuta o recidivante, di
durata inferiore a quattro settimane, dovuta a sintomi lombari.
La storia clinica e l'esame obiettivo possono anche indirizzare il medico verso patologie
non spinali (addominali, pelviche o toraciche) che si possono presentare con sintomi
lombari.
E' utile indagare tutti i fattori aggravanti o allevianti il dolore. Il dolore alla
schiena non meccanico è di solito continuo, mentre quello meccanico viene
aggravato dal moto e alleviato dal riposo.
Il dolore che peggiora con la tosse è tradizionalmente associato all'ernia del
disco, sebbene sia dimostrato che anche quello da altre cause meccaniche può esserne
influenzato.
Bisogna verificare se vi sia debolezza delle gambe o parestesie; è
particolarmente importante determinare se queste ultime hanno una distribuzione
dermatomerica. L'incontinenza urinaria o fecale può indicare un'emergenza
chirurgica.
I pazienti con stenosi spinale possono riferire sintomi suggestivi di claudicazione
spinale, cioè sintomi neurologici alle gambe che peggiorano con la deambulazione. La claudicazione
neurogena può essere differenziata da quella vascolare in quanto nel primo caso i sintomi
hanno insorgenza e risoluzione più lenta e la remissione richiede la flessione del
rachide o l'assunzione della posizione seduta. |