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Le
Terapie Non Convenzionali in Italia
Statistiche in breve - 18 aprile 2001
Informazioni e chiarimenti:
Istat - Struttura e dinamica sociale
Lidia Gargiulo tel. +39 06 54074441 |
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http://www.istat.it/Anotizie/Aaltrein/statinbrev/terapienc/index.html |
Le stime derivanti dall'indagine Multiscopo sulle "Condizioni di
salute e ricorso ai servizi sanitari 1999-2000", condotta dall'Istat nei mesi di
settembre e dicembre 1999 su un campione di circa 30 mila famiglie, pari ad oltre 70 mila
individui, mostrano che dal 1991 al 1999 è quasi raddoppiata la quota di persone che
utilizza i principali trattamenti non convenzionali. La quota, pur consistente, di
popolazione che ricorre a queste pratiche pone, tuttavia, lItalia ai livelli più
bassi della media europea, sebbene si evidenzi un atteggiamento non pregiudizialmente
negativo nei confronti delle terapie non convenzionali.
L'indagine sulle terapie non convenzionali è stata realizzata dall'Istat nel quadro di
una convenzione con lIstituto superiore di sanità ed è parte integrante del
Progetto nazionale "Terapie non convenzionali" coordinato dallIstituto
superiore di sanità, che ha tra i suoi obiettivi quello di conoscere i comportamenti, le
motivazioni e le caratteristiche della popolazione che ricorre a tali terapie. Il progetto
è nato dalla volontà di inquadrare il fenomeno in un contesto di razionalità e di
tutela dei diritti e della salute dei cittadini.
Un fenomeno in aumento
La diffusione delle terapie non convenzionali sembra in notevole aumento nel mondo
occidentale: oltre il 25% della popolazione europea avrebbe fatto ricorso almeno una
volta, nellarco di un anno, ad un tipo di terapia non convenzionale. In Italia il
fenomeno, diversamente da quanto accade in altri paesi industrializzati, è relativamente
recente e molto più contenuto, ma comincia a crescere e a diffondersi tra quote
importanti di popolazione.
Nel 1999 gli Italiani che hanno dichiarato di aver utilizzato metodi di cura non
convenzionali, nei tre anni precedenti lintervista, sono circa 9 milioni, pari al
15,6% della popolazione.

Fonte: Indagine Multiscopo "Condizione di salute e ricorso ai servizi
sanitari" 199
Tra i vari tipi di terapie non convenzionali la più diffusa è
l'omeopatia, utilizzata dall'8,2% della popolazione; seguono i trattamenti manuali, scelti
dal 7% delle persone, la fitoterapia e l'agopuntura utilizzati rispettivamente dal 4,8% e
dal 2,9% della popolazione e, infine, gli altri tipi di terapie non convenzionali (1,3%).
Tra il 1991 e il 1999, l'aumento dell'uso di queste terapie è stato sensibile:
confrontando i dati disponibili sui tre principali rimedi (agopuntura, omeopatia e
fitoterapia), la quota di persone che, negli ultimi 3 anni, ne ha utilizzato almeno uno
passa da circa il 7% del 1991 all'8,3% del 1994 fino a raggiungere il 12% nel 1999. Tale
incremento è soprattutto dovuto alla maggior diffusione dell'omeopatia: il numero di
persone che vi hanno fatto ricorso è più che triplicato, passando dal 2,5% all'8,2%
nello stesso arco di tempo. In aumento, sia pur contenuto, è anche la fitoterapia, mentre
rimane invariata la quota di coloro che si sono curati con l'agopuntura.
Lincremento del fenomeno risulta ancora più evidente se si considera che solo
nellultimo anno la quota di popolazione che ha fatto ricorso ad almeno un tipo di
terapie non convenzionali risulta pari all11%, un valore elevato se comparato alla
percentuale duso nellultimo triennio (15,6%).
Più donne che uomini
Sono più le donne (circa 5 milioni e mezzo, pari al 18,2%) che gli uomini (3 milioni
e mezzo, pari al 12,9%) a usare i rimedi non convenzionali.
Tavola 2 Persone che nei 3 anni precedenti
lintervista hanno fatto uso di almeno un tipo di terapie non convenzionali, per
sesso e classi di età. Media settembre /dicembre 1999 (per cento persone dello
stesso sesso e classe di età)
| |
|
Almeno un tipo |
Agopuntura |
Omeopatia |
Fitoterapia |
Trattamenti manuali |
Altre terapie non
convenzionali |
| MASCHI |
fino a 14 anni |
9.0 |
0.6 |
7.4 |
2.5 |
1.3 |
0.7 |
| 15-24 |
7.5 |
0.9 |
4.1 |
2.0 |
3.8 |
0.8 |
| 25-34 |
14.3 |
1.6 |
6.6 |
3.9 |
7.8 |
1.1 |
| 35-44 |
18.8 |
3.5 |
9.0 |
5.9 |
9.7 |
1.8 |
| 45-54 |
16.6 |
3.5 |
7.5 |
5.1 |
9.3 |
1.7 |
| 55-64 |
13.3 |
3.2 |
4.7 |
3.3 |
7.2 |
1.2 |
| 65-74 |
10.9 |
3.4 |
3.0 |
3.0 |
6.2 |
0.9 |
| 75 e più |
8.2 |
1.9 |
2.4 |
2.6 |
3.9 |
0.9 |
| TOTALE |
12.9 |
2.3 |
6.1 |
3.7 |
6.4 |
1.2 |
| FEMMINE |
fino a 14 anni |
9.4 |
0.4 |
8.1 |
2.5 |
0.8 |
0.5 |
| 15-24 |
14.8 |
1.7 |
9.5 |
5.4 |
4.3 |
1.3 |
| 25-34 |
23.8 |
2.7 |
15.7 |
7.7 |
9.3 |
1.6 |
| 35-44 |
25.4 |
4.9 |
15.6 |
9.0 |
11.1 |
2.4 |
| 45-54 |
23.1 |
4.9 |
11.9 |
8.0 |
11.4 |
1.9 |
| 55-64 |
18.8 |
4.9 |
7.7 |
5.7 |
9.3 |
1.6 |
| 65-74 |
14.3 |
4.7 |
4.8 |
3.3 |
7.0 |
1.3 |
| 75 e più |
12.0 |
3.9 |
3.1 |
3.7 |
6.7 |
1.3 |
| TOTALE |
18.2 |
3.5 |
10.2 |
5.9 |
7.6 |
1.5 |
| TOTALE |
fino a 14 anni |
9.2 |
0.5 |
7.7 |
2.5 |
1.1 |
0.6 |
| 15-24 |
11.1 |
1.3 |
6.8 |
3.7 |
4.0 |
1.0 |
| 25-34 |
19.0 |
2.2 |
11.1 |
5.8 |
8.5 |
1.3 |
| 35-44 |
22.1 |
4.2 |
12.3 |
7.4 |
10.4 |
2.1 |
| 45-54 |
19.9 |
4.2 |
9.8 |
6.6 |
10.4 |
1.8 |
| 55-64 |
16.1 |
4.1 |
6.2 |
4.6 |
8.3 |
1.4 |
| 65-74 |
12.8 |
4.2 |
4.0 |
3.2 |
6.6 |
1.1 |
| 75 e più |
10.6 |
3.2 |
2.8 |
3.3 |
5.7 |
1.1 |
| TOTALE |
15.6 |
2.9 |
8.2 |
4.8 |
7.0 |
1.3 |
Fonte: Indagine Multiscopo "Condizione di salute e ricorso ai
servizi sanitari", 1999-2000
Analizzando nel dettaglio i singoli rimedi, emergono differenze di
genere soprattutto per ciò che riguarda il ricorso all'omeopatia (utilizzata dal 10,2%
delle donne rispetto al 6,1% degli uomini) e alla fitoterapia (5,9% contro 3,7%). Meno
accentuate sono, invece, le differenze nel caso dell'agopuntura (3,5% contro 2,3%) e dei
trattamenti manuali (7,6% contro 6,4%).
In generale sono le persone di età adulta, dai 25 ai 64 anni, a ricorrere in maniera più
significativa ai vari tipi di terapie non convenzionali e, in particolare, quelli d'età
compresa tra i 35 e i 44 anni: in questa fascia di età, almeno una donna su quattro ha
fatto ricorso a rimedi non convenzionali, contro il 18,8% degli uomini della stessa età.
Le persone anziane risultano numerose solo nel caso dell'agopuntura, che rappresenta un
probabile rimedio al dolore soprattutto per le donne, le quali più frequentemente si
trovano a dover affrontare patologie invalidanti e dolorose.
I trattamenti omeopatici, così come la fitoterapia, vengono scelti in prevalenza da donne
di 25-54 anni.
I bambini
I bambini fino a 14 anni sottoposti a trattamenti non convenzionali sono circa il
9,2%. Il tipo di trattamento più usato è l'omeopatia, che riguarda il 7,7% dei bambini.
Disaggregando ulteriormente il dato, rileviamo che sono per lo più i bambini dai tre ai
cinque anni a essere sottoposti alle cure omeopatiche, il 10,4% della popolazione
infantile in quella fascia di età. Tale percentuale si abbassa nei bambini tra 6 e 10
anni (8,8%) e tra quelli compresi tra 11 e 14 anni (7,7%).
E interessante rilevare che nel 72% dei casi almeno uno dei due genitori di questi
bambini ha fatto ricorso all'omeopatia. Sono soprattutto le madri, quasi due su tre (pari
al 63,9%), ad usare lomeopatia e presumibilmente a "promuoverla" in
famiglia; tra i padri lutilizzo è inferiore, seppure non trascurabile (38,4%).
Complessivamente, oltre il 30,4% dei bambini curati con trattamenti omeopatici ha entrambi
i genitori che si curano allo stesso modo.
I più istruiti e le persone che vivono nel Nord
La propensione a far uso dei metodi di cura non convenzionali aumenta all'elevarsi del
titolo di studio: tra le persone di 25 anni e più, il 24,1% di chi è in possesso di una
laurea o di un diploma ha fatto ricorso ad almeno un tipo di terapia non convenzionale,
contro il 18,8% di coloro che hanno la licenza media e l'11,2% di chi ha conseguito la
sola licenza elementare o nessun titolo. In termini relativi il divario è più accentuato
nel ricorso all'omeopatia: tra i laureati si raggiunge la quota massima di utilizzo del
14,1% contro il 3,3% di chi ha la sola licenza elementare (Tavola. 3). Questa relazione
permane anche se si analizza il fenomeno a parità di età.
Tavola. 3 - Persone di 25 anni e più che nei 3 anni
precedenti lintervista hanno fatto uso di almeno un tipo di terapia non
convenzionale, per titolo di studio. Media settembre / dicembre 1999 (per cento
persone con lo stesso titolo di studio)
| |
Almeno un tipo
|
Agopuntura |
Omeopatia |
Fitoterapia |
Trattamenti
manuali |
Altre terapie
non convenzionali |
| Laurea-diploma |
24.1 |
4.5 |
14.1 |
8.2 |
11.0 |
2.2 |
| Licenza media |
18.8 |
3.7 |
9.1 |
5.7 |
9.3 |
1.6 |
| Licenza elementare nessun titolo |
11.2 |
2.9 |
3.3 |
3.0 |
6.1 |
0.9 |
| TOTALE |
17.7 |
3.6 |
8.5 |
5.5 |
8.7 |
1.5 |
Fonte: Indagine Multiscopo "Condizione di salute e ricorso ai
servizi sanitari", 1999-2000
La distribuzione territoriale del fenomeno rileva alcuni dati
significativi: nel Nord - Est quasi un italiano su quattro utilizza almeno una delle
terapie non convenzionali, al Centro uno su sei, al Sud uno su quindici.
In termini relativi la differenza territoriale è più rilevante nel caso dell'omeopatia
per la quale si passa dal 12,8% dell'Italia Nord - Orientale, all'8,3% del Centro e al
2,5% dellItalia Meridionale (Tavola 4). Per gli altri tipi di terapia il divario
territoriale persiste, anche se più attenuato.
Tavola 4 Persone che, nei 3 anni precedenti
lintervista, hanno fatto uso di almeno un tipo di terapia non convenzionale per
ripartizione territoriale. Media settembre / dicembre 1999 (per cento persone dello
stessa area geografica di residenza )
| Ripartizione territoriale |
Almeno un tipo |
Agopuntura |
Omeopatia |
Fitoterapia
|
Trattamenti
manuali |
Altre terapie
non convenzionali |
| Italia Nord- Occidentale |
20.7 |
3.8 |
11.8 |
6.2 |
9.5 |
1.8 |
| Italia Nord- Orientale |
24.1 |
4.0 |
12.8 |
8.5 |
10.8 |
2.0 |
| Italia Centrale |
16.3 |
2.9 |
8.3 |
4.4 |
7.4 |
1.5 |
| Italia Meridionale |
6.5 |
1.5 |
2.5 |
1.9 |
2.9 |
0.5 |
| Italia Insulare |
9.3 |
2.0 |
4.7 |
2.8 |
3.7 |
0.8 |
| TOTALE |
15.6 |
2.9 |
8.2 |
4.8 |
7.0 |
1.3 |
Fonte: Indagine Multiscopo "Condizione di
salute e ricorso ai servizi sanitari", 1999-2000
Le opinioni della popolazione sulle terapie non convenzionali
A tutti gli intervistati è stato chiesto se ritenevano utili i metodi di cura non
convenzionali, anche se non li avevano sperimentati direttamente.
Il 39,8% delle persone ha espresso un giudizio positivo sullutilità di almeno un
tipo di terapie non convenzionali, il 23,1% le definisce non utili e ben il 34,1% non sa
esprimere alcun giudizio. Infine il 3% degli intervistati per alcune terapie non sa
esprimere un giudizio e per altre dichiara di non ritenerle utili. Emerge dunque un
problema di informazione che riguarda ampi settori di popolazione.
Per chi ritiene utili le terapie non convenzionali è generale la tendenza ad attribuire a
queste una minore tossicità rispetto alle terapie tradizionali (71%); ben il 22,6% delle
persone ritiene inoltre che siano l'unica possibilità di trattamento per alcuni tipi di
patologie; il 20,5% attribuisce una maggiore efficacia rispetto alle terapie
convenzionali; il 13,2% afferma che queste terapie consentono un miglior rapporto tra
medico e paziente (Tavola 5).
Il giudizio è evidentemente più positivo tra coloro che ricorrono ad esse rispetto ai
non utilizzatori. Chi ha fatto uso dei trattamenti manuali ritiene utile tale terapia nel
91,9% dei casi, chi non vi ha fatto ricorso nel 25,8%; valutazione analoga viene espressa
verso i rimedi omeopatici (87,7% contro il 22,6%).
Tavola 5 Persone secondo il giudizio
espresso sull'utilità delle terapie non convenzionali, per classi di età e sesso. Media
settembre / dicembre 1999
| |
|
Motivi per
cui si ritengono utili |
|
|
Persone
che ritengono utile almeno un tipo (a) |
Maggiore
efficacia (b) |
Minore
tossicità
(b) |
Convinzioni
culturali
(b) |
Miglior
rapporto medico
paziente (b) |
Unica
alternativa (b) |
Non
ritengono utile nessun tipo (a) |
Non sa
esprimere alcun giudizio (a) |
| MASCHI |
fino a 14 |
18.2 |
17.2 |
75.9 |
7.5 |
13.2 |
17.5 |
23.1 |
55.0 |
| 15-24 |
32.0 |
22.7 |
65.5 |
12.3 |
12.6 |
20.7 |
23.8 |
40.8 |
| 25-34 |
43.2 |
18.9 |
70.9 |
10.6 |
12.1 |
22.1 |
23 |
31.0 |
| 35-44 |
51.8 |
18.6 |
73.8 |
10.6 |
14.8 |
23.7 |
21.4 |
24.9 |
| 45-54 |
46.6 |
20.5 |
69.9 |
11.4 |
12.6 |
27.2 |
22.5 |
27.4 |
| 55-64 |
39.9 |
21.1 |
64.9 |
10.6 |
11.5 |
21.2 |
25.3 |
31.2 |
| 65-74 |
31.0 |
21.6 |
61.5 |
8.5 |
9.6 |
20.9 |
26.3 |
39.4 |
| 75 e più |
22.6 |
23.5 |
60.7 |
9.8 |
11.4 |
25.9 |
31.4 |
42.7 |
| TOTALE |
37.0 |
20.0 |
69.3 |
10.5 |
12.6 |
22.7 |
23.8 |
35.9 |
| FEMMINE |
fino a 14 |
19.0 |
20.0 |
69.8 |
9.7 |
15.8 |
18.6 |
22.9 |
54.0 |
| 15-24 |
45.0 |
23.4 |
72.0 |
10.3 |
12.4 |
19.3 |
20.9 |
30.9 |
| 25-34 |
57.3 |
19.2 |
76.6 |
10.8 |
14.0 |
21.7 |
18.0 |
22.6 |
| 35-44 |
58.3 |
20.9 |
76.9 |
9.9 |
17.1 |
24.8 |
18.3 |
21.3 |
| 45-54 |
52.4 |
19.5 |
74.5 |
9.5 |
14.7 |
24.4 |
21.6 |
23.9 |
| 55-64 |
43.0 |
20.8 |
67.4 |
8.9 |
10.8 |
22.9 |
23.8 |
30.2 |
| 65-74 |
30.5 |
21.3 |
63.6 |
7.5 |
9.0 |
21.4 |
27.4 |
38.7 |
| 75 e più |
22.8 |
25.8 |
59.2 |
7.0 |
9.0 |
23.8 |
30.6 |
42.6 |
| TOTALE |
42.3 |
20.9 |
72.4 |
9.6 |
13.7 |
22.5 |
22.4 |
32.3 |
| TOTALE |
fino a 14 |
18.6 |
18.6 |
72.9 |
8.6 |
14.5 |
18.1 |
23.0 |
54.5 |
| 15-24 |
38.4 |
23.1 |
69.3 |
11.2 |
12.5 |
19.9 |
22.4 |
35.9 |
| 25-34 |
50.2 |
19.1 |
74.1 |
10.7 |
13.2 |
21.9 |
20.6 |
26.8 |
| 35-44 |
55.0 |
19.8 |
75.4 |
10.2 |
16.0 |
24.2 |
19.8 |
23.1 |
| 45-54 |
49.5 |
19.9 |
72.4 |
10.4 |
13.7 |
25.7 |
22.0 |
25.6 |
| 55-64 |
41.5 |
20.9 |
66.2 |
9.7 |
11.2 |
22.1 |
24.5 |
30.7 |
| 65-74 |
30.7 |
21.5 |
62.7 |
8.0 |
9.3 |
21.2 |
26.9 |
39.0 |
| 75 e più |
22.7 |
25.0 |
59.8 |
8.0 |
9.9 |
24.5 |
30.9 |
42.6 |
| TOTALE |
39.8 |
20.5 |
71.0 |
10.0 |
13.2 |
22.6 |
23.1 |
34.1 |
a. per cento persone dello stesso sesso e classe di età
b. per cento persone che ritengono utile almeno un tipo di terapia non convenzionale
Fonte: Indagine Multiscopo "Condizione di salute e ricorso ai
servizi sanitari", 1999-2000
Lutilizzo delle terapie non convenzionali: come e perché
La scelta dei rimedi non convenzionali parte da uniniziativa individuale nel
27,2% dei casi, mentre il consiglio di altre persone ha influenzato il 30,9% degli
utilizzatori.
Avviene invece su iniziativa dei genitori per il 5,5%, mentre il 4,6% sceglie queste
pratiche sulla base di informazioni acquisite dai mass-media.
Più spesso è invece un medico (38%) a consigliare questi tipi di trattamento,
soprattutto nel caso di persone molto anziane (57,5%).
E opportuno sottolineare che, nella maggior parte dei casi (59,6%), il medico di
famiglia viene messo al corrente del ricorso del proprio assistito a terapie non
convenzionali, ciò è vero in particolare nel caso di pazienti anziani (79%) e di minori
(68,6%) (Tavola 6).
Tavola 6 Persone che hanno fatto uso di almeno un
tipo di terapie non convenzionali, secondo il soggetto che ha fornito lindicazione,
per classi di età e sesso. Media settembre / dicembre 1999 (per cento persone
dello stesso sesso e classe di età)
| |
|
Su
consiglio di un medico |
Su
consiglio di altro personale sanitario |
Su
indicazione
di altre persone (familiari, amici) |
Di
propria iniziativa |
Su
iniziativa dei genitori |
Sulla
base di informazioni dei mass-media |
Non so
|
Il medico
di famiglia è informato |
| MASCHI |
fino a 14 |
40.8 |
12.3 |
18.1 |
5.5 |
38.1 |
0.8 |
1.0 |
69.9 |
| |
15-24 |
35.5 |
9.4 |
32.2 |
15.5 |
17.8 |
2.7 |
0.4 |
58.4 |
| |
25-34 |
30.4 |
12.4 |
36.1 |
29.6 |
3.9 |
4.9 |
0.7 |
49.6 |
| |
35-44 |
34.8 |
10.1 |
31.4 |
34.5 |
0.6 |
7.2 |
0.2 |
55.7 |
| |
45-54 |
39.3 |
9.2 |
32.7 |
29.3 |
0.4 |
3.1 |
0.5 |
57.6 |
| |
55-64 |
39.9 |
9.3 |
31.8 |
27.0 |
0.0 |
5.5 |
0.6 |
65.5 |
| |
65-74 |
55.1 |
4.7 |
26.6 |
27.5 |
0.0 |
3.8 |
2.0 |
73.0 |
| |
75 e più |
45.4 |
4.7 |
29.9 |
17.2 |
0.0 |
3.4 |
4.7 |
73.7 |
| |
TOTALE |
38.1 |
9.8 |
30.7 |
26.1 |
6.3 |
4.4 |
0.8 |
59.9 |
| FEMMINE |
fino a 14 |
34.4 |
19.0 |
16.3 |
7.6 |
39.3 |
0.4 |
0.0 |
67.3 |
| |
15-24 |
29.7 |
10.9 |
32.9 |
24.3 |
13.7 |
3.8 |
0.1 |
45.9 |
| |
25-34 |
29.4 |
14.8 |
36.0 |
32.4 |
2.6 |
6.6 |
0.3 |
48.1 |
| |
35-44 |
35.8 |
10.9 |
32.1 |
36.4 |
1.0 |
5.4 |
0.8 |
57.5 |
| |
45-54 |
38.0 |
10.6 |
32.3 |
31.8 |
0.6 |
6.3 |
0.5 |
62.2 |
| |
55-64 |
40.8 |
10.5 |
27.1 |
29.0 |
0.0 |
4.7 |
1.2 |
63.3 |
| |
65-74 |
53.3 |
5.3 |
32.5 |
17.1 |
0.0 |
2.2 |
1.5 |
71.2 |
| |
75 e più |
62.2 |
6.2 |
26.9 |
16.8 |
0.0 |
1.5 |
0.7 |
81.0 |
| |
TOTALE |
38.0 |
11.4 |
31.0 |
27.9 |
4.9 |
4.7 |
0.7 |
59.4 |
| TOTALE |
fino a 14 |
37.6 |
15.6 |
17.2 |
6.5 |
38.7 |
0.6 |
0.5 |
68.6 |
| |
15-24 |
31.6 |
10.4 |
32.6 |
21.3 |
15.1 |
3.4 |
0.2 |
50.2 |
| |
25-34 |
29.8 |
13.9 |
36.1 |
31.3 |
3.1 |
6.0 |
0.5 |
48.7 |
| |
35-44 |
35.4 |
10.5 |
31.8 |
35.6 |
0.8 |
6.1 |
0.6 |
56.8 |
| |
45-54 |
38.5 |
10.0 |
32.5 |
30.8 |
0.5 |
5.0 |
0.5 |
60.3 |
| |
55-64 |
40.5 |
10.0 |
29.0 |
28.2 |
0.0 |
5.0 |
1.0 |
64.2 |
| |
65-74 |
54.0 |
5.1 |
30.2 |
21.0 |
0.0 |
2.8 |
1.7 |
71.9 |
| |
75 e più |
57.5 |
5.8 |
27.8 |
16.9 |
0.0 |
2.0 |
1.8 |
79.0 |
| |
TOTALE |
38.0 |
10.7 |
30.9 |
27.2 |
5.5 |
4.6 |
0.7 |
59.6 |
Fonte: Indagine Multiscopo "Condizione di salute e ricorso ai
servizi sanitari", 1999-2000
Più alto è il titolo di studio, maggiore è l'autodeterminazione
delle persone: nel 33,3% dei casi i laureati dichiarano di aver deciso autonomamente il
ricorso alle terapie non convenzionali, percentuale che scende al 18,5% tra coloro che
hanno un titolo di studio basso. Anche l'influenza dei mass - media è maggiore tra coloro
che sono in possesso di un titolo di studio elevato rispetto a chi ha la sola licenza
elementare o nessun titolo (6% contro il 2%).
La tendenza prevalente tra gli utilizzatori di terapie non convenzionali è quella di
affidarsi a un solo trattamento: la maggior parte delle persone (il 65,7 %) fa ricorso a
un solo tipo di cura. Tra questi il 27,3% privilegia l'omeopatia, il 20,5% i trattamenti
manuali, il 10,5% utilizza solo la fitoterapia mentre l'agopuntura come unica terapia
viene praticata dal 5,8% delle persone.
Le combinazioni più frequenti tra i vari metodi di cura sono: omeopatia e trattamenti
manuali (5,5%) ed omeopatia e fitoterapia (5,4%). Il 3% dichiara, invece, di avere
utilizzato tutti i diversi rimedi alternativi.
Sono soprattutto le donne comprese nella fascia di età 35 - 44 anni a combinare i vari
trattamenti (il 37,7% delle donne in questa fascia di età hanno fatto ricorso a più
terapie non convenzionali, contro il 27,8% dei maschi).
La scelta tra i diversi metodi di cura non convenzionali è connessa al tipo di problema
che si deve affrontare.
La cura di sindromi dolorose è il principale motivo addotto da quanti hanno fatto ricorso
ad agopuntura e trattamenti manuali, rispettivamente il 59,3% e 63,8%, mentre tra coloro
che utilizzano la fitoterapia una quota rilevante (44,1%) vi ricorre per migliorare la
qualità della vita ed il 28,7% ne fa uso per alleviare il dolore (Tavola 7). Il ricorso
allomeopatia non appare associato ad alcuna specifica condizione patologica. Chi usa
rimedi omeopatici ritiene di poter curare in questo modo tanto le sindromi dolorose (30%)
che le patologie acute (24%) o croniche (11,8%) e ben il 28,6% degli utilizzatori usa
trattamenti omeopatici per migliorare la qualità della vita.
Tavola 7 Persone secondo i motivi per cui hanno fatto
uso di terapie non convenzionali, negli ultimi 3 anni precedenti lintervista, per
tipo di trattamento. Media settembre /dicembre 1999 (percentuali di colonna)
| Motivazioni |
Agopuntura |
Omeopatia |
Fitoterapia |
Trattamenti manuali
|
Altre terapie non
convenzionali |
| Patologie acute |
18.2 |
24.2 |
14.1 |
14 |
17.5 |
| Sindromi dolorose |
59.3 |
30.0 |
28.7 |
63.8 |
38.3 |
| Problemi psicologici |
2.5 |
5.5 |
4.2 |
1.0 |
3.1 |
| Migliorare la qualità della vita |
9.6 |
28.6 |
44.1 |
12.8 |
30.5 |
| Malattie croniche |
10.4 |
11.8 |
8.9 |
8.4 |
10.6 |
Fonte: Indagine Multiscopo "Condizione di salute e ricorso ai
servizi sanitari", 1999-2000
E elevato il livello di soddisfazione di chi ha sperimentato le
terapie non convenzionali: quasi il 70% di coloro i quali hanno fatto uso dei diversi
approcci terapeutici dichiara di averne avuto dei benefici. I più soddisfatti sono gli
utenti dei trattamenti manuali (ben il 77,6%), il 17,7% dichiara di aver avuto benefici
solo parziali e soltanto il 3,3 % ritiene di non avere avuto alcun beneficio. Elevata
anche la percentuale di soddisfatti tra coloro che hanno fatto uso di fitoterapia (74,6%
di soddisfatti contro 18,8% di chi dichiara benefici solo parziali). In particolare tra
coloro che l'hanno usata per migliorare la qualità della vita, ben tre persone su quattro
dichiarano di averne tratto benefici. Poco più basse le percentuali per ciò che riguarda
l'omeopatia (72,9% di soddisfatti contro 18,5% di persone che dichiarano benefici solo
parziali) (Tavola 8).
Tavola 8 Persone che hanno fatto uso di terapie non
convenzionali negli ultimi 3 anni secondo i benefici che hanno ottenuto, per tipo di
trattamento. Media settembre /dicembre 1999 (per cento persone che hanno utilizzato
il tipo di terapia)
|
Nessun
beneficio |
Benefici
solo in parte |
Benefici
|
| Agopuntura |
10.6 |
17.0 |
68.7 |
| Omeopatia |
5.5 |
18.5 |
72.9 |
| Fitoterapia |
3.4 |
18.8 |
74.6 |
| Trattamenti manuali |
3.3 |
17.7 |
77,6 |
| Altre terapie non convenzionali |
6.5 |
16.4 |
71.8 |
Fonte: Indagine Multiscopo "Condizione di salute
e ricorso ai servizi sanitari", 1999-2000
1. Si tratta di un insieme molto
eterogeneo di trattamenti e rimedi, denotato con termini diversi, quali medicine
alternative, complementari, integrative, tradizionali, non ortodosse, olistiche, naturali,
dolci. Il principale elemento comune a questi approcci è il fatto di avere radici e
ispirazioni estranee al modello della moderna medicina scientifica, paradigma di
riferimento nei paesi occidentali. Il termine che più probabilmente, per via della sua
neutralità, definisce meglio questo universo è "non convenzionale".
2. Sono poche le statistiche disponibili, derivanti da
tipologie di studi molto diverse e non sempre confrontabili tra loro.
3. Per una sintesi di questi studi si
veda Menniti Ippolito F. De Mei B. Caratteristiche d'uso e livelli di diffusione della
medicina non Convenzionale 1999 Annali ISS 35 (4) pagg. 489-497.
4. Per trattamenti manuali si intendono
quei trattamenti di manipolazioni dell'apparato osteo-articolare (ad esempio osteopatia e
chiropratica).
Il periodo di riferimento è sempre costituito dagli ultimi 3 anni se non diversamente
specificato.
La somma delle percentuali è superiore a cento in quanto gli intervistati potevano
fornire più risposte. |
|